Errare è... inumano

Errare è... inumano

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Chi non fa, non falla”. 

Così afferma un vecchio detto, peraltro veritiero: mettendo in pratica un compito, o svolgendo un’azione, si rischia quasi sempre di incappare in errori. 

L’ambito lavorativo ben si presta a errori di varia natura e, nonostante errare sia umano, ci sono situazioni in cui il minimo sbaglio può costare la vita di chi lo commette e/o di chi si trova nel medesimo contesto. 

Con il progresso tecnologico, l’intervento umano è passato da un diretto impegno manuale al controllo dei processi automatici di macchinari; in questo scenario, l’importanza di focalizzarsi sul fattore umano emerge dalla necessità di portare allo stesso livello di affidabilità l’operatore che deve condurre la macchina all’interno delle dinamiche dei sistemi produttivi e organizzativi. 

 

Ecco alcune tipologie di errore che possiamo riscontrare in ambito lavorativo: 

 

  • errori dovuti a distrazioni
  • errori legati alla violazione di regole e norme fondamentali
  • errori da associare ad una mancata o inadeguata formazione
  • errori imputabili a superficiale ed inesatta valutazione del contesto di pericolo
  • .... 

 

L’accettabilità di un rischio non dipende solo da vincoli legislativi o norme tecniche, ma anche da fattori non razionali connessi con la percezione dello stesso, la cultura, l’atteggiamento psicologico, le convinzioni politiche o l’esperienza del singolo e/o della collettività a cui appartiene.

 

Fonte: https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/approfondimento-C-8/il-fattore-umano-come-analizzare-prevenire-gli-errori-AR-9425/