Esclusione sociale e isolamento

Esclusione sociale e isolamento

  • Data:
  • News

Il periodo storico che stiamo attraversando ci sta mettendo a dura prova. Nello specifico, sta mettendo alla prova la nostra creatività, la nostra capacità di immaginare e di costruire. Inventiamo giochi per i nostri bambini, inventiamo ricette, combiniamo disastri in cucina e con le piante del nostro giardino.

Ci sta obbligando a guardare avanti con uno sguardo completamente differente da quello con cui potevamo osservare il mondo un mese fa: adesso, abbiamo paura. 

Le giornate sono lunghe, tendenzialmente monotone, e piene di impazienza. 

Adesso stiamo imparando a guardare il mondo attraverso un vetro, oppure dall’alto. 

Lontani dalle nostre persone e da quella realtà quotidiana che tanto ci pesava, stiamo imparando a conoscere i concetti di Esclusione Sociale e di Isolamento.

Una definizione sociologica di "esclusione sociale" è quella di:

 

“processo multidimensionale di progressiva rottura sociale, che causa il distacco di gruppi e individui dalle relazioni sociali e dalle istituzioni, impedendo la piena partecipazione alle comuni e normativamente prescritte attività della società in cui vivono”.

 

Perché fa così male?

 

Il dolore sociale è un dolore psicologico, che deriva da esclusione sociale o isolamento.

Le ultime ricerche in neuroscienze mostrano come dolore sociale e fisico condividano parzialmente le stesse basi neurali. Questo indica come anche il dolore sociale, come quello fisico, sia funzionale alla sopravvivenza e al benessere dell’individuo. Infatti, periodi prolungati di dolore sociale hanno effetti deleteri sul nostro sistema cognitivo.

A differenza del dolore sociale, il dolore fisico “è un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno” (International Association for the Study of Pain – 1986). Come per il dolore fisico, il dolore sociale è un mezzo attraverso il quale l’organismo segnala un danno, in questo caso una sofferenza di tipo sociale.

Periodi prolungati d’isolamento sociale sono molto nocivi per la salute mentale e possono avere conseguenze catastrofiche per il cervello. Per esempio, recenti studi su animali hanno dimostrato che l'isolamento sociale accorcia la parte terminale dei cromosomi - considerati un importante indicatore dell’aspettativa di vita. Di conseguenza, gli animali che vivono in isolamento sociale hanno i cromosomi più corti e hanno una vita più breve. Negli esseri umani, diversi studi hanno fornito prove degli effetti negativi di esclusione sociale e isolamento, che sono stati associati a depressione, malattie cardiovascolari e declino del sistema cognitivo.

 

Neuroscienziati e psicologi hanno cominciato a studiare il dolore sociale tramite il paradigma del Cyberball. Si tratta di un gioco al computer in cui i partecipanti giocano a palla, con altri giocatori che però a insaputa del soggetto sono fittizi, e le loro azioni sono programmate al computer. Dopo un periodo di gioco equilibrato, gli altri giocatori smettono di lanciare la palla al partecipante fino al termine del gioco. Sebbene il Cyberball sia un semplice gioco di palla al computer e i partecipanti siano spesso adulti o adolescenti, gli effetti psicologici e neuronali di questo gioco sono sorprendenti: basta una semplice esclusione di qualche minuto per innescare nel cervello l’attivazione di aree cerebrali normalmente attive durante il dolore fisico come l’insula anteriore, la corteccia prefrontale e la corteccia cingolata anteriore.

 

Recenti ricerche hanno evidenziato come il dolore sociale sia molto più difficile da dimenticare, rispetto al dolore fisico. Che questo periodo così complesso ci serva da lezione affinché, una volta tornati alla nostra normalità, ci sia più consapevolezza nel prendersi cura della relazione con l’altro. 

 

Fonte: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-airicerca/perche-fa-cosi-male-le-basi-neurologiche-del-dolore-sociale