Il confronto con gli altri: un’esigenza?

Il confronto con gli altri: un’esigenza?

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Partendo dal presupposto che gli esseri umani hanno una spinta innata a valutare attentamente le loro opinioni e le loro abilità, Leon Festinger (1954) sostiene che la gente cercherà di valutare le proprie opinioni e abilità confrontandole con quelle di altri. Le persone agiranno per ridurre le discrepanze negli atteggiamenti o modificando i propri atteggiamenti per avvicinarli a quelli degli altri. Allo stesso modo, essi agiranno per ridurre le discrepanze nelle abilità e ciò provocherà una spinta a modificare le proprie abilità. Festinger, dunque, suggerisce che “i processi di influenza sociale e alcune tipologie di comportamento competitivo sono entrambi aspetti di uno stesso processo socio-psicologico [...]. La spinta ad autovalutarsi è basata sul confronto con le altre persone."

 

L’avvento dei socialnetwork e l’utilizzo cronico che ne deriva ha comportato un notevole aumento di materiale con cui è inevitabile paragonarsi: ogni giorno apriamo Instagram, Facebook o altre pagine finalizzate a interconnetterci con tutto il mondo, e veniamo sommersi da foto di persone che viaggiano, che aprono nuove aziende o fondano società, che mangiano in grandi quantità cibo di grande qualità, e che in ogni caso ogni giorno della settimana si divertono; e ancora, ci vengono proposti corpi dalle forme perfettamente proporzionate, ornati da abiti e accessori bellissimi e costosi. 

Tutto questo materiale esercita una forte influenza su chi lo riceve, e ciò determina lo scattare del confronto in relazione a tutti gli aspetti della nostra vita che ci differenziano da coloro che vediamo in foto o in video. 

Mentre osserviamo le vite altrui dai nostri dispositivi, succedono due cose. 

·       Innanzitutto perdiamo del tempo prezioso, che potrebbe essere investito sicuramente in attività ben più produttive. È vero che la maggior parte di noi conduce una vita talmente impegnata e talmente piena da avere a malapena il tempo di effettuare l’accesso ai social, e magari si ritaglia quell’oretta serale per guardare foto e video in relax e in maniera del tutto distaccata… ma forse, proprio perché la nostra giornata è articolata in maniera differente rispetto a quella di chi occupa maggior spazio sulle piattaforme virtuali, tendiamo a percepire l’esistenza di queste persone come “migliore” della nostra: vedere persone che consumano lautamente tutti i loro pasti quotidiani al ristorante, mentre noi magari ci affanniamo a fare la spesa per la settimana e una volta giunti a casa dobbiamo preparare la cena per la nostra famiglia, non è molto di ausilio per farci concludere la serata in modo piacevole. Anzi, ci rende nervosi perché l’impressione che ne ricaviamo è che la vita degli altri sia più semplice, più agevolata e più leggera della nostra. 

·       Così facendo, perdiamo di vista quella che è la realtà vera: tutti hanno i loro problemi, tutti vivono delle difficoltà, tutti sperimentano situazioni o momenti di crollo mentale e fisico. Semplicemente, non ce li fanno vedere. Ognuno di noi tende a mostrare quasi sempre la parte più piacevole della propria vita o delle esperienze che vive, tralasciando ciò che va a formare l’altro lato della medaglia. 

È facile che un dipendente pubblichi una sua foto mentre è al settimo cielo per aver ricevuto una promozione, mentre risulta più difficile pensare a qualcuno che si pubblica con in mano una lettera di licenziamento. 

 

Da questi due motivi si evince la necessità di ridimensionare quella che è la percezione della vita o delle situazioni altrui, per imparare a concentrarsi sulla propria. 

 


Fonte: https://www.psicolinea.it/come-smettere-di-confrontarsi-con-gli-altri/