Il potere e il lavoro...tra passato e presente

Il potere e il lavoro...tra passato e presente

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Nelle società antiche, il sistema di produzione era basato sull’impiego della schiavitù in qualità di forza lavoro.

  • Nello specifico, società come quella greca e romana concepivano il lavoro come un’attività limitata agli schiavi e disprezzata dagli uomini liberi i quali dedicavano la propria vita ad interessi superiori. Per questo motivo, attualmente in molte lingue europee la parola lavoro viene accostata alla fatica ed al travaglio (travailler, trabajar). 
  • Una prima svolta si è avuta con l’avvento dell’era industriale. Il concetto di lavoro assunse un significato moderno: da una parte forza produttiva, dall’altra risorsa per creazione e sviluppo. 
  • In seguito, all’interno dei luoghi di lavoro l’organizzazione e la gestione del potere sono sempre più trasversali e sempre meno gerarchiche: si assiste ad un crescente senso di socializzazione e conciliazione di obiettivi.                                 Nonostante vada diffondendosi questa visione orizzontale del potere e del lavoro, la società attuale sembra aver ridimensionato i criteri di valutazione dell’individuo; quest’ultimo non viene più giudicato o valutato per la sua singolarità, ma in base all’attività che svolge e al ruolo che ricopre all’interno di un sistema. Sistema che, inesorabilmente, diventa sempre più stratificato. E quando i diritti dell’individuo vengono ridimensionati, e addirittura in certe circostanze annientati, ecco che questa stratificazione diventa aberrante. Ed ecco che subentra il concetto di potere.

 

Cosa si intende per potere

Esso rappresenta “la possibilità di imporre la propria volontà sul comportamento di un altro individuo, specialmente nelle situazioni in cui i soggetti del potere tentano di resistere a tale volontà” (Weber). 

Come si può articolare il potere all’interno di un’organizzazione? 

Fonte: http://www.socialnews.it/blog/2012/12/01/il-lavoro-tra-passato-presente-e-futuro/