Il rispetto delle regole

Il rispetto delle regole

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Spesso viviamo la presenza di regole come se esse rappresentassero un vero e proprio impiccio, neanche troppo necessario e utile soltanto a farci perdere tempo. 

Altre volte invece succede che siamo noi stessi, attraverso la nostra esperienza, a “personalizzare” norme e regole, creandoci una sorta di protocollo personale finalizzato a guidarci in situazioni di vita quotidiana. Ad esempio, potrei manifestare indifferenza nei confronti di quel divieto di sosta che da anni vige nella via in cui vivo, poiché vi ho sempre posteggiato scooter ed auto e non ho mai fatto i conti con nessuna sanzione. In questo caso, la mia esperienza ha fatto sì che nella mia testa venisse a crearsi una norma personale, utilizzabile a prescindere dalla reale regola imposta dal cartello. 

 

Le regole sono gli elementi costitutivi delle istituzioni, e queste ultime sono gli strumenti che utilizziamo per organizzare e coordinare i comportamenti sociali con la finalità che questi possano concorrere nel modo migliore e più efficace al benessere collettivo. Sono fondamentali per stabilire la suddivisione dei compiti nelle organizzazioni complesse, per allineare e coordinare una vasta serie di piani individuali in un’azione congiunta unica ed efficace. 

Stati, mercati, tradizioni, codici giuridici e morali, ma anche il matrimonio, l’amicizia, le buone maniere, sono tutte istituzioni, vale a dire insiemi di regole, che contribuiscono a (co)ordinare le nostre esistenze e a facilitare l’azione congiunta, a volte di sole due persone, altre volte di milioni e milioni.

 

La loro presenza è necessaria e fondamentale per evitare effetti dannosi per sé e per i terzi (se al semaforo passiamo col rosso, rischiamo di andare a sbattere e di fare del male a noi stessi e alle altre persone o cose coinvolte). 

 

Esiste poi una “convenienza” della legalità persino superiore. Vale a dire che l’osservanza della legge non solo può evitare conseguenze negative: può anche causare effetti positivi, benefici. Nel senso che solo seguendo le regole si può vivere serenamente insieme (ancora utilizzando l’esempio del semaforo: se nessuno rispettasse le regole della circolazione stradale, persino in una piccola città la vita sarebbe impossibile, per il completo disordine e la paralisi permanenti).

 

Quello che abbiamo vissuto ultimamente è stato un periodo duro, in cui il senso di responsabilità di ognuno di noi è stato chiamato in causa. 

Adesso, questo, dovrà essere più forte che mai. Adesso, abbiamo tutti la possibilità di tornare pian piano e con cautela verso quella normalità a cui siamo stati sottratti. 

Ci troviamo a fare i conti con una nuova “normalità” in cui tutti, nessuno escluso, dovrà far uso del proprio buon senso e rispettare piccole e semplici regole che permetteranno una transizione più rapida in questo momento, sicuramente unico e senza precedenti.