Le conseguenze dell'isolamento sociale

Le conseguenze dell'isolamento sociale

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Per esclusione sociale si intende anche carenza di legami familiari, di relazioni sociali, problemi legati all'alloggio oppure mancanza di un lavoro. 

Si tratta di un fenomeno legato ad una molteplicità di fattori che limitano le capacità delle persone, ne mettono a repentaglio l'integrità e impediscono loro di raggiungere un livello adeguato di qualità della vita. 

Queste condizioni possono portare l'individuo a distaccarsi alla società in cui vive, e ad isolarsi sempre di più.

 

Dunque, quali possono essere le potenziali (ed estreme) conseguenze legate al concetto di Esclusione sociale?

 

Nel 2000, il premio Pulitzer per il giornalismo, sezione Cronaca Locale, è stato assegnato a otto redattori del quotidiano “Denver Post” (Bill Briggs, Patricia Callahan, Mark Eddy, Bruce Finley, Susan Greene, Steve Lipsher, Mark Obmascik e David Olinger) per il loro reportage sul “massacro di Columbine”, un terrificante episodio di cronaca avvenuto il 20 aprile 1999.

Columbine è il nome di una High School nella città (poco più di 40.000 abitanti) di Littleton, contea di Jefferson, Colorado. 

Il 20 aprile 1999, due studenti della Columbine High School, Eric Harris e Dylan Klebold, entrarono nell'edificio armati fino ai denti e aprirono il fuoco su amici, compagni e insegnanti.

Uccisero 12 studenti, un insegnante e ferirono 24 persone. Da quel giorno, in questi 17 anni, la storia degli Stati Uniti è stata disseminata da una lunga scia di sangue nelle scuole.

 

Da quando è avvenuto il massacro alla Columbine, si è prestata sempre maggiore attenzione alla connessione tra manifestazioni di violenza nelle scuole ed esclusione sociale. Entrambi gli autori della strage furono classificati come ragazzi dotati, presumibilmente bullizzati o emarginati per quattro anni. Klebold e Harris erano gli studenti più emarginati di tutta scuola e persino molti di quelli che facevano parte della loro cerchia li consideravano "i più sfigati degli sfigati".

È cosa nota che Klebold avesse manifestato al padre il proprio odio per la "jock culture" che vigeva alla Columbine, ossia l'egemonia e prepotenza esercitate dagli atleti dei team sportivi della scuola, aggiungendo che Harris, in particolare, ne era vittima. A questo proposito, Klebold aveva affermato: "Stanno facendo patire a Eric le pene dell'inferno".

In un'altra occasione, proprio prima del massacro, sia Harris che Klebold erano stati aggrediti da un gruppo di compagni di scuola - tutti membri della squadra di football della scuola - che li avevano cosparsi di ketchup e senape chiamandoli "froci" ("faggot", in inglese) e "gay".

 

A un anno dalla strage di Columbine, un'analisi degli ufficiali dei Servizi Segreti degli USA rivelò che su 37 massacri premeditati avvenuti nelle scuole, in 2/3 dei casi la maggior causa scatenante era stata l'aver subìto bullismo o l’essere stati emarginati e isolati dai propri compagni.