Proattivo o reattivo?

Proattivo o reattivo?

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Jonathan Wilson, autore de “La piramide rovesciata”, si è servito dei termini proattivo e reattivo per definire due diversi approcci adottati dalle squadre di calcio che si affrontano in campo. 

Le squadre che hanno un approccio proattivo sono quelle che ambiscono ad avere il controllo del pallone e a dominare il possesso; all’estremo opposto vi sono invece le squadre reattive, per le quali il possesso del pallone è molto meno importante della difesa degli spazi, che gestiscono in fase difensiva compattandosi nella propria metà campo.

Avere un approccio proattivo significa riorganizzarsi. E riorganizzarsi significa rivedere la propria posizione sia dal punto di vista delle metodologie, sia dal punto di vista delle competenze, in modo che il sistema organizzativo e l’impresa siano in grado di percepire anticipatamente le variazioni ed i cambiamenti futuri al fine di pianificare le azioni necessarie in tempo.

Il comportamento reattivo consiste nella risposta a uno stimolo; quest’ultima tende a modellarsi sulla base di tre aspetti: l’istinto, le emozioni, e le abitudini.

Può sorgere spontaneo chiedersi: quale dei due comportamenti, o approcci, è più efficace?

 

Chiaramente dipende da quella che è la decisione in questione; se si tratta di una situazione priva di complessità, si può anche procedere affidandoci alle euristiche mentali guidate dalle nostre abitudini.

La nostra quotidianità prevede molte attività da compiere in modo quasi automatico, lasciandoci guidare dalle nostre abitudini personali.

Quando si presenta un problema, per prima cosa la prassi comune ci porta a cercare un responsabile. Se invece siamo noi ad essere accusati di qualcosa, istintivamente ci difendiamo o accusiamo qualcun’altro.

Se però scegliamo di ascoltare il nostro interlocutore, provando a comprendere quale sia la sua esigenza, sintonizzandoci quanto meglio riusciamo sul suo punto di vista, magari riusciremo a generare effetti positivi, nel lungo termine.

 

La proattività rappresenta proprio questo: la capacità di compiere delle scelte, individuando la migliore risposta in base agli effetti nel medio-lungo periodo. La proattività può anche essere allenata e poi applicata in modo reattivo.