Rientrare al lavoro e... rientrare DAL lavoro

Rientrare al lavoro e... rientrare DAL lavoro

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Tragico incidente sul lavoro a Sesto Ulteriano, una frazione di San Giuliano Milanese: un operaio di 40 anni è precipitato dal tetto di un capannone sul quale stava lavorando, facendo un volo di 12 metri. L'uomo è morto sul colpo”. 

 

L’articolo precedente informa su una realtà che purtroppo non giunge nuova. 

A fine agosto si rientra dal periodo di vacanza, si torna a lavorare e a impiegare le proprie energie fisiche e psichiche all’interno del proprio ruolo occupazionale... ma non siamo ancora certi di poterne uscire vivi.

Così come non esiste ancora la certezza di vedere i membri della nostra famiglia o i nostri amici fare ritorno a casa per cena.

Allora, specie per chi come noi si occupa di sicurezza sul lavoro, viene da chiedersi il motivo per cui, se si continua a morire sempre per le stesse cause, non si riesca a strutturare un sistema di prevenzione per interrompere la statistica quotidiana delle morti sul lavoro. Che sembra crescere vertiginosamente. 

Le cause degli infortuni sono sempre le stesse: cadute dall’alto, respirazione di fumi tossici, schiacciamenti. Ma si tratta di motivi apparenti: spesso gli incidenti avvengono e le morti si verificano poiché la sicurezza dei lavoratori non viene considerata prioritaria, la formazione sui rischi non avviene secondo modalità adeguate, i controlli sono deficitari.

Il lavoro in regola non può essere considerato un dono elargito e gentilmente concesso dal datore di lavoro al lavoratore, ma un diritto fondamentale di quest’ultimo.