RISCHI SUL LAVORO: il rischio da esposizione al rumore

RISCHI SUL LAVORO: il rischio da esposizione al rumore

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rumore può essere definito come un suono o un insieme di suoni che danno luogo a sensazioni sgradevoli per la loro costituzione o per qualche loro caratteristica. Secondo il D.Lgs. 81/08, il rumore – insieme agli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche, di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche – rientra nella categoria dei rischi da esposizione ad agenti fisici, i quali possono mettere in pericolo la salute e la sicurezza dei lavoratori. 

Quando si parla di rischio da esposizione al rumore, alcuni termini tecnici utilizzati sono i seguenti: 

  • pressione acustica di picco (ppeak), ovvero il valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata in frequenza “C”; 

  • livello di esposizione giornaliera al rumore (LEX,8h), il valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di otto ore (definito dalla Norma Internazionale ISO 1999:1990) 

  • livello di esposizione settimanale al rumore (LEX,w), il valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione giornaliera al rumore per una settimana nominale di cinque giornate lavorative di otto ore (definito dalla Norma Internazionale ISO 1999:1990). 

I valori limite di esposizione (ovvero i livelli di esposizione il cui superamento è grave e vietato) e i valori di azione (livelli di esposizione il cui superamento implica da parte delle Aziende l'attuazione di specifiche misure di prevenzione e protezione a tutela dei lavoratori esposti), in relazione al livello di esposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco, sono fissati a: 

  • valori limite di esposizione à rispettivamente LEX = 87 dB(A) e ppeak = 200 Pa (140 dB(C) riferito a 20 μPa) 

  • valori superiori di azione à rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20 μPa) 

  • valori inferiori di azione à rispettivamente LEX = 80 dB(A) e ppeak = 112 Pa (135 dB(C) riferito a 20 μPa) 

In merito alla valutazione del rischio il D.Lgs. 81/08 si esprime chiaramente e sottolinea che il datore di lavoro deve valutare l’esposizione dei lavoratori al rumore prendendo in considerazione diversi aspetti; alcuni di questi sono: 

  • il livello, il tipo e la durata dell’esposizione; 

  • i valori limite di esposizione; 

  • tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore (con particolare riferimento alle donne in gravidanza e ai minori); 

  • l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l’emissione di rumore; 

  • le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria; 

  • la disponibilità di dispositivi di protezione dell’udito con adeguate caratteristiche di attenuazione. 

A seguito dei risultati ottenuti dalla valutazione del rischio da esposizione al rumore, esistono diverse misure di prevenzione e protezione che il datore di lavoro può assumere per eliminare il rischio alla fonte o ridurlo al minimo: 

  • adottare metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; 

  • scegliere delle attrezzature di lavoro adeguate, tenendo conto del lavoro da svolgere e che emettano il minor rumore possibile; 

  • riprogettare la struttura dei luoghi e dei posti di lavoro; 

  • informare e formare i lavoratori sull’uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre al minimo la loro esposizione al rumore; 

  • adottare misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea (es. schermature o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti) e del rumore strutturale (es. sistemi di smorzamento o di isolamento); 

  • migliorare l’organizzazione del lavoro, attraverso la limitazione della durata e dell’intensità dell’esposizione al rumore e l’adozione di orari di lavoro appropriati con sufficienti periodi di riposo. 

Anche per il rischio da esposizione al rumore è prevista una sorveglianza sanitaria, che nel caso specifico in questione viene effettuata per tutti quei lavoratori che sono esposti al rumore eccedendo i valori superiori di azione (85 dB(A)). La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l’anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente. La sorveglianza sanitaria può essere estesa anche ai lavoratori esposti a livelli superiori rispetto ai valori inferiori di azione (80 dB(A)), su loro richiesta e qualora il medico competente ne confermi l’opportunità.