Sicurezza e rapporti interpersonali

Sicurezza e rapporti interpersonali

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Il benessere organizzativo può essere inteso come la capacità di un’organizzazione di promuovere e mantenere il maggiore grado di benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori, connesso ad una serie di variabili di natura organizzativa e non solo. 

  • L’attenzione che le persone meritano all’interno della situazione che professionalmente vivono ogni giorno non riguarda la sicurezza intesa “soltanto” come protezione e garanzia d’incolumità fisica, ma anche come rispetto della propria persona a tutto tondo.
  • Non si tratta soltanto di una questione di diritti, ma anche di una sana politica economica, se si considerano e si valutano i costi umani ed economici determinati dagli infortuni e dalle malattie causate o acutizzate dal lavoro. 
  • Affrontare il tema della sicurezza e della “salute” (termine ora anche legislativamente codificato) nei luoghi di lavoro non significa occuparsi di un’area qualsiasi di intervento sociale (che può riguardare la retribuzione, l’orario, financo il posto di lavoro), ma di una sfera ben più ampia e profonda che riguarda l’essenza stessa della persona a 360 gradi. 
  • Non a caso il diritto alla salute è riconducibile ai diritti della personalità, inseparabili dal soggetto e irrinunciabili. Dimensione etica e dimensione sociale in tale area risultano dunque essere indissolubilmente legate. 

 

L’indifferenza nei confronti dell’ennesima morte sul lavoro, che spesso da sola non basta più a fare notizia e si perde negli archivi di altri milioni di articoli identici, o il fermarsi all’emozione passeggera di eventi eclatanti mediaticamente gestiti, è la stessa indifferenza nei confronti del valore della vita, che va a toccare e a interessare molti altri ambiti delle relazioni sociali. 

 

Quando riusciremo a capire che la relazione con l’Altro è vita, sarà troppo tardi?