Tornare alla Normalità

Tornare alla Normalità

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Da oggi, è ufficialmente iniziata nel nostro Paese la famosa e tanto attesa Fase due. 

Con Fase due si intende il momento in cui l’emergenza non sarà più elevata consentendo quindi una “riapertura graduale” dell’Italia.

La decisione spetterà al Governo e agli organi preposti. Non si tratta di una decisione facile, in quanto tutti temiamo una possibile seconda ondata di contagiati; le questioni da valutare sono tante e delicate. 

Da oggi, i cittadini sono invitati a continuare a fare la propria parte rispettando le indicazioni dei Decreti.

 

Ma che cosa significa tornare alla “normalità”?

Letteralmente, il termine normalità può essere definito come condizione di ciò che è o si ritiene regolare e consueto, non eccezionale o casuale o patologico, con riferimento al modo di vivere, di agire, allo stato di salute fisica o psichica di un individuo, a manifestazioni e avvenimenti del mondo fisico, a situazioni (politiche, sociali, ecc.).

 

Claudio Naranjo, psichiatra e psicoterapeuta cileno, ha sempre ribadito un concetto molto chiaro:

“bisogna che l’attuale sistema crolli, solo così può esserci una possibilità di salvezza. Ma per cambiare veramente, bisogna modificare il nostro modo di pensare, è necessario acquistare nuovi valori: alcune aziende lo stanno già facendo”.

 

Ciò che dobbiamo combattere con tutta la nostra forza è il virus della Paura, forse ancora più dannoso del Coronavirus, imparando da quello che è successo proprio post-crisi del 2008 e che non dovremmo ripetere. Non ci potranno essere spazi per gli “individualismi”.

Dovremmo fare uno sforzo maggiore nel rendere i messaggi legati a questo nuovo modello di economia più comprensibili, chiari e fruibili. La tecnologia potrà costituire un valido alleato per gestire questa fase e la diffusione dei messaggi che essa porta. Gli spunti sono molteplici, dalle attività che molte aziende stanno realizzando per aggiornare la propria piattaforma formativa con contenuti sempre nuovi ed interattivi, rendendoli accessibili a tutti online (lezioni, video ed esercitazioni che coinvolgono centinaia di organizzazioni e persone). 

Per non parlare dei tanti casi di solidarietà digitale che non dovranno essere abbandonati. Un esempio è l’iniziativa lanciata dalla startup Quinte Parallele che ha deciso di creare una serie di “concerti di musica classica social” perché, in fondo, la musica ci fa sentire meno soli e può stimolare il pensiero, la creatività e la positività.

 

Sarà importante favorire e promuovere i comportamenti cooperativi, affinché essi scoraggino quelli non cooperativi e opportunistici, anche quando si tratta di acquistare un prodotto o un servizio.