Ipotizziamo il caso di un lavoratore assegnato alla guida di un carrello elevatore senza aver ricevuto la formazione obbligatoria prevista dalla normativa vigente. Durante l’attività, a causa della mancanza di competenze tecniche e di addestramento pratico, perde il controllo del mezzo e viene coinvolto in un grave incidente.
Se esaminiamo la vicenda, emerge la responsabilità del datore di lavoro, evidenziando come l’infortunio è direttamente collegato alla mancata formazione. L’errore del lavoratore è prevedibile quando non viene adeguatamente formato e pertanto la responsabilità ricade sull’organizzazione aziendale.
Dal punto di vista normativo, il caso rappresenta una chiara violazione del Decreto Legislativo 81/2008:
- l’art. 37 stabilisce l’obbligo per il datore di lavoro di garantire una formazione adeguata e sufficiente a tutti i lavoratori in materia di salute e sicurezza;
- l’art. 73 prevede che l’uso di attrezzature di lavoro che richiedono conoscenze particolari, come i carrelli elevatori, sia riservato a lavoratori che abbiano ricevuto informazione, formazione e addestramento specifici.
A questi obblighi si affianca quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025, che disciplina in modo dettagliato l’abilitazione degli operatori di attrezzature particolari. Per i carrelli elevatori, l’Accordo stabilisce:
- un percorso formativo articolato in modulo teorico e pratico;
- una verifica finale dell’apprendimento;
- l’obbligo di aggiornamento periodico.
Nel caso descritto tali disposizioni non sono state rispettate e il lavoratore è stato esposto a un rischio elevato senza gli strumenti conoscitivi e operativi necessari per gestirlo.
L’assenza di formazione non solo ha impedito il corretto utilizzo del mezzo, ma ha anche compromesso la capacità di riconoscere situazioni di pericolo e di reagire in modo sicuro.
Questo episodio dimostra che la formazione sulla sicurezza non è un adempimento formale, ma una misura essenziale di prevenzione. Senza una preparazione adeguata, il lavoratore diventa inevitabilmente vulnerabile e il rischio di infortuni gravi o mortali aumenta in modo significativo.

